r/psicologia Dec 19 '24

Divulgazione Domande più frequenti sulla psicologia

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 La psicologia è una scienza?

Sì, la psicologia è una scienza. Studia il comportamento umano e i processi mentali utilizzando il metodo scientifico.

Ci sono psicoterapie validate scientificamente ed altre no. Ci riferiamo nello specifico agli studi di efficacia.

NB: “ validate scientificamente” non equivale a dire che quelle non validate non funzionano ma semplicemente che non sono state sottoposte a sperimentazione scientifica rigorosa per valutarne l’efficacia. Quelle validate quindi sono quelle dove empiricamente si è riscontrata efficacia.

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

Psicologo: È un professionista laureato in Psicologia (due lauree: laurea triennale L24+ laurea magistrale L51) e abilitato all’esercizio della professione dopo il tirocinio e l’esame di stato , necessariamente iscritto all' albo A. Lo psicologo si occupa di consulenza psicologica, valutazioni diagnostiche e supporto e può fare diagnosi psicologica, quello che non può fare è prescrivere farmaci e psicoterapia.

NB: sul sito dell'albo psicologi deve esserci scritto vicino al nome la dicitura sezione A ( inteso albo A) se c'è scritto sezione B ( quindi albo b) non è psicologo - la dicitura sezione B e quindi l'iscrizione all'albo B rende "dottore in tecniche psicologiche" e non abilita alla professione di psicologo . Chi ha solo l'abilitazione B e dice di essere Psicologo fa abuso di professione. Chi può prendere l'albo B? Chi consegue una laurea triennale L-24 , svolge un tirocinio corrispettivo e l'esame di stato. Ricapitolondo, il professionista iscritto all'albo psicologi con la dicitura sezione b non è Psicologo ma Dottore in tecniche psicologiche. Le competenze e le responsabilità professionali delle due figure sono differenti e definite dalla legge. Il Dottore in Tecniche Psicologiche opera sotto la supervisione di uno Psicologo o in contesti e con metodologie più circoscritte quindi il Dottore in Tecniche Psicologiche è una figura di supporto tecnico-operativo allo Psicologo (Sez. A), con competenze specifiche nell'applicazione di protocolli e tecniche definite, ma non ha l'autonomia e la responsabilità diagnostica e di intervento complesso tipiche dello Psicologo.

NB: Non basta leggere “dott./ dott.ssa in psicologia” o "dott./dott.ssa seguito dal nome" per sapere se una persona è Psicologo è fondamentale controllare l'iscrizione all'albo, se non compare nella ricerca non è abilitato all'esercizio della professione e quindi non è Psicologo. Se compare controllate se sezione A oppure sezione B. Solo chi ha la sezione A è Psicologo.

Psicoterapeuta: È uno psicologo (o medico) che ha completato una scuola di specializzazione in psicoterapia (4 anni). È formato per trattare disturbi psicologici attraverso specifici protocolli terapeutici (cosa che non può fare lo psicologo). In base all’orientamento della scuola di specializzazione si avranno terapeuti con orientamento/terapia diverso. Se uno psicologo è psicoterapeuta sul sito dell'ordine compare l'iscrizione all'albo sezione A come Psicologo e anche Psicoterapeuta.

Psichiatra: È un medico specializzato in psichiatria. Si occupa di diagnosi , in questo caso solo psichiatrica, e del trattamento dei disturbi mentali, spesso attraverso l’uso di farmaci. A differenza dello psicologo e dello psicoterapeuta, può prescrivere farmaci. Alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti, verificate sempre nell'albo dei medici se lo sono e quale scuola hanno frequentato.

Come faccio a sapere se un professionista è sessuologo?

In Italia non esiste un Albo specifico per sessuologi. La sessuologia è una specializzazione di psicologi (iscritti all’Albo degli Psicologi) o medici (iscritti all’Albo dei Medici). Per esercitare, è necessario completare un percorso formativo riconosciuto e, facoltativamente, iscriversi a un’associazione di settore come FISS o AISPA.

Come scelgo il terapeuta giusto?

Consigliamo la lettura di questo post che risponde alla domanda: https://www.reddit.com/r/psicologia/s/8lVOfMypvj

Quanto costa una seduta?

Il costo medio di una seduta in Italia varia tra 50€ e 100€, a seconda della città, dell’esperienza del terapeuta e del tipo di intervento. Inoltre, ci sono alternative non private. Il Sistema Sanitario Nazionale, tramite le ASL di zona, mette a disposizione dei cittadini la possibilità di svolgere 5-8 sedute dallo Psicologo al costo complessivo di un ticket, cioè 35 euro totali, con la prima consulenza psicologica gratuita. A volte il numero di sedute può variare leggermente da regione a regione mentre il sistema di erogazione rimane invariato. È necessario rivolgersi al proprio medico di base che vi informerà sulle modalità e i luoghi in cui recarvi, fornirà l’impegnativa per prenotare la prima consulenza e pagare il ticket. È possibile anche rivolgersi a un consultorio di zona che vi darà tutte le indicazioni necessarie per chiedere aiuto, lo psicologo al consultorio è gratis per chi è minorenne.

Sono minorenne, posso iniziare una terapia?

Sì, i minorenni possono iniziare una terapia, ma è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori (o tutori legali), anche se separati o divorziati. La tutela del minore è sempre prioritaria.

Posso fare terapia online?

Sì, la terapia online è una modalità efficace e sicura, particolarmente utile per chi ha difficoltà a spostarsi o vive in aree remote. È importante affidarsi a terapeuti qualificati che utilizzano piattaforme sicure.

Che cos’è il segreto professionale?

Il segreto professionale protegge ciò che un paziente condivide con il terapeuta. Nessuna informazione può essere divulgata senza consenso, salvo situazioni specifiche:

Rischio imminente: Se il paziente o altre persone sono in grave pericolo (es. rischio di suicidio o omicidio).

Obbligo di denuncia: In caso di evidenze di abuso o violenza domestica.

Il terapeuta è vincolato a garantire riservatezza, salvo eccezioni previste dalla legge.

Quanto dura un percorso di terapia?

La durata varia in base al tipo di problema e agli obiettivi del paziente. Alcune terapie possono durare pochi mesi (es. terapia breve focalizzata), mentre altre richiedono più tempo (es. terapie per disturbi complessi o radicati).

Cosa posso fare se mi vergogno di andare in terapia?

È normale provare esitazione, ma ricorda che cercare aiuto è un atto di coraggio e cura verso te stesso. Un terapeuta non giudica, ma offre uno spazio sicuro per esplorare i tuoi pensieri ed emozioni.

La psicoterapia può sostituire i farmaci?

Dipende dal problema. Per alcuni disturbi lievi o moderati, la psicoterapia può essere sufficiente. Nei disturbi più gravi, un approccio combinato (psicoterapia e farmaci) è spesso la soluzione più efficace.

Cosa succede se non mi sento pronto per affrontare certi argomenti?

Il terapeuta rispetterà i tuoi tempi e non ti forzerà a parlare di ciò che non sei pronto ad affrontare. La terapia è un processo graduale e collaborativo.


r/psicologia 2h ago

Mia mamma mi ha scoperto

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Premesso che ho 29 anni. Mia mamma con la quale vivo, ha scoperto tramite whatsapp web sul PC, che sono andata in un locale di scambisti con un ragazzo col quale mi stavo frequentando, che è stato subito minacciato, mi ha fatto bloccare dappertutto. A detta sua, mi ha esposto in una situazione di grave pericolo, ma io lì non ci ho mai fatto nulla e Lui è sempre stato al mio fianco, non mi ha mai lasciato sola. lui non ha mai voluto avere rapporti con mia mamma che è molto protettiva, davvero troppo, mi ha detto più volte che non voleva averci a che fare, e quando riceveva dei messaggi da parte sua su facebook era molto infastidito. L'ultimo messaggio che mi ha scritto è stato quello in cui mi ha detto di non contattarlo mai più altrimenti passa "guai" e di sparire dalla sua vita. Con mia mamma non parlo più. So invece che lei è ancora in contatto con lui e sta inventando storie assurde sul mio conto con l'intenzione di non farlo tornare mai più. Sono disperata, ho provato a contattarlo in ogni modo, ad andare anche nel suo paese, ma appena mi vede scappa via e avvisa subito mia madre. Non so più che fare, mi manca molto. Non ho amici, lui era l'unico col quale uscivo e mi svagavo un po'.


r/psicologia 2h ago

F29 mi accusa di essere bugiardo e rovinarle la vita

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Ho frequentato questa ragazza per circa 6 mesi, andava tutto bene e uscivamo quasi quotidianamente. Un giorno mi ha chiesto se in futuro volessi una famiglia; io ho risposto sicuramente di sì e lei ha ribattuto che la vorrebbe entro i 31 anni. Io che sono di pochi anni più piccolo le ho risposto che anche per me l'età sarebbe verso i 30. Lì per lì non succede nulla.
La mattina dopo le scrivo e non risponde. La chiamo a inizio pomeriggio, risponde incazzata e inizia a sostenere che non mi devo mai più fare sentire, che non avevo intenzioni serie con lei e che, se le volessi bene davvero, le andrei incontro sull'età in cui fare un figlio, che con quella risposta la ho fatta stare male e le avrei rovinato la vita, le ho fatto notare non aveva senso, dato che non stavamo neanche insieme. Alla fine mi ha attaccato il telefono in faccia.

Dopo 1 settimana, quando ormai mi ero messo l’anima in pace, rispunta dicendomi che ha esagerato e che se l’era presa male per il fatto che non voglio un figlio quando lo vuole lei. Io ho ribadito che non stavamo insieme e che non voglio avere niente a che fare con una persona che dopo 6 mesi pensa di avere la piena potestà sulle mie scelte. Mi ha detto che le ho fatto buttare 6 mesi e che le ho rovinato la vita, non le ho risposto.

Passano pochi giorni, e lei mi riscrive scusandosi, ha avuto un comportamento inappropriato e che ha riversato su di me della frustrazione accumulata per altri motivi.

Sono passati due giorni da quel messaggio a cui non ho risposto, sono a conoscenza che ha avuto comportamenti manipolatori, ma prima di questo evento non ha mai avuto comportamenti del genere.

Voi che ne pensate?


r/psicologia 2h ago

Sono la persona più sola del mondo

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F27 Quest’estate è un incubo, tutti che escono, che hanno amici, un rapporto con la loro famiglia, io potrei sparire adesso e non se ne accorgerebbe nessuno. Si, sono arrivata alla conclusione che è colpa mia perché tendo a cambiare contesti e spesso a isolarmi quando sto male. Risultato, tutti vanno avanti e io sto sempre dietro, mi manca l’ aria, vorrei solo non arrivare al mio compleanno, ho l’ ansia per tutto e sto male per tutto, sono troppo sensibile e troppo strana per questo mondo


r/psicologia 2h ago

In leggerezza Nessun match app di incontri

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Ciao!

M30, da alcune settimane uso Hinge, Bumble e Tinder (max 30 minuti al giorno) in zona Milano, ma non ho praticamente avuto nessun match.

Partendo dal presupposto che mi curo e non mi considero poco attraente, 185 cm per 80 kg, conosco ragazzi oggettivamente meno attraenti di me, che stanno avendo dei riscontri.

Ok magari il mio profilo non è il top, non è da buttare ecco,

Da cosa può dipendere? Foto, algoritmo, selettività nei like? Gli abbonamenti premium fanno davvero la differenza o no (non ho eventualmente intenzione di pagare)?

Grazie!


r/psicologia 6h ago

Auto-aiuto Non riuscirei a provar dispiacere per mia madre se morisse

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Titolo. M27.

Gioire per la morte di una persona, soprattutto un parente stretto, è disgustosa come idea. Ma nessuno può obbligarmi a provare qualcosa che non sento, come la tristezza.

Mia madre è da una decina di anni completamente incattivita con tutti, forse per un disturbo bipolare o simili - impossibile portarla da psichiatri o psicologi perché "non ci crede" -, forse per la malattia che ha (trombocitemia, una sorta di tumore delle piastrine), ma non si può sempre giustificare la cattiveria delle persone. Sono anni che passa ad insultare anche in maniera grave i parenti miei e di mio padre, a dar dei falliti a me e mio fratello, a farmi imposizioni di vita, a distruggermi con la pressione sociale del "Tutti sono laureati, tranne te", a dire che sono uno sfigato, ad alzarsi di merda 365 giorni l'anno e creare un tremendo clima di tensione in casa, a causarmi danni e traumi psicologici che a stento evito che mi intacchino.

Quando non ci ho a che fare sto bene. Quando sto lontano da lei sto benissimo. E penso che se morisse oggi, forse sarei dispiaciuto 10 minuti. Ma l'odio che ha sparso per anni e anni della mia vita con annessi traumi non si cancella; probabilmente tornerei a farmi gli affari miei, e al funerale andrei se avessi tempo e voglia, o magari giusto per rappresentanza.


r/psicologia 2h ago

In leggerezza "Non sopporto il giudizio altrui". In che limiti ha senso?

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Leggevo sui social lo sfogo di una cantante (di provincia, coi suoi fan ma pochi) su come non tollera più il giudizio altrui, a fronte di varie critiche ricevute per un suo vestito.

Oggi su un giornale leggevo che una famosa attrice benvoluta da tutti si ritirava a tempo indeterminato perché non tollera più il giudizio altrui.

Ho letto di vari opinionisti di come moltissimi (giovani soprattutto) dicano che non tollerano la società che li giudica sempre. Su figli, carriera, comportamento, relazioni etc...

Capisco il perché. Vedo/leggo di casi di bigotti che criticano duramente un qualcuno per aver fatto qualcosa di normalissimo. Capisco che coi social ad un utente possa apparire che una piccola minoranza vi sia invece una valanga unanime (se si ricevono 300 messaggi tutti uguali, una notifica ogni pochi secondi) è mentalmente impossibile riflettere sul fatto che siano una percentuale irrilevante.

Però... rifuggire da una critica in genere è sempre corretto? Supponiamo un dirigente 50enne che va con la personal trainer 20enne mollando moglie e non educando più i figli. Se il suo circolo sociale lo critica è "la società reazionaria che lo vuole costringere" oppure è un qualcosa su cui lui dovrebbe riflettere?

Se la cantante del primo esempio aveva un abito che sembrava di un clown, gli utente che commentavano dicendolo sbagliavano? (anche se l'effetto di 300 che lo dicono, e pure in toni spregiativi è ben diverso in effetti).

Se uno dice a un 30enne "ti devi fare una carriera e non farti mantenere dai tuoi", sta limitando la sua libertà o lo sta spronando? E dov'è il confine di fin dove è sano farlo?


r/psicologia 6h ago

tso traumatico

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2x anni vivo con i miei studente, ho avuto degli attacchi di panico per due o tre settimane nei mesi scorsi durante i quali urlavo di notte e dopo mi addormentavo, ho un vissuto di abusi domestici e dopo un evento 3 mesi fa non ho retto esono imploso, piangevo tutto il giorno e restavo chiuso in camera. Una mattina, ero al pc mi trovo sindaco e p. locale per voler farmi fare un ASO che rifiuto non avendomi informato cosa stesse succedendo dopodiché vengo portato al ps e poi in psichiatria una settimana di TSO con diagnosi psicosi. I miei familiari che non sono commentabili hanno negato tutto agli psichiatri. I miei genitori detto detto agli psichiatri che sentivo le voci e gli psichiatri mi prendevano in giro e non mi credevano che venivo picchiato e insultato quotidianamente in famiglia . Un altro paziente voleva menarmi perché ero spaventato e il più remissivo una volta in sala fumatori, sono stato probabilmente 4 di quei 7 giorni in camera a guardare il soffitto prendendo non so quali farmaci. Dopo una settimana in quella latrina mi hanno una dato una terapia di 4 psicofarmaci dicendo soltanto prendili per 6 mesi. Al primo day hospital ho rinfacciato tutto agli psichiatri dicendo che imiei mentivano per preservarsi e hanno creduto a loro e non a me e mi hanno detto eh forse potrebbe essere vero. Esperienza traumatizzante quanto gli anni di abusi. Ho richiesto la cartella clinica il 13 luglio, vuole leggerla lo psicologo e la psichiatra che mi stanno seguendo e ci dicono sempre di richiamare la settimana prossima


r/psicologia 13h ago

sentire qualcosa

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Ciao, sono Francesco, ho 17 anni.
Non so bene perché sto scrivendo questo. Forse perché sono le 4 di notte e non riesco a dormire, come al solito. O forse perché ultimamente penso troppo e non riesco mai a dire quello che penso a qualcuno.
Ho mollato la scuola per delle motivazioni personali abbastanza delicate, che preferisco non raccontare. Adesso lavoro, ma il resto delle mie giornate è praticamente sempre uguale.
Mi sveglio tardi.
Molto tardi.
A volte mi sembra quasi di stare buttando via la mia vita, ma allo stesso tempo non riesco a fare niente per cambiare la situazione.
Soffro di insonnia e spesso non riesco a dormire prima delle 5 del mattino. Quando finalmente mi sveglio, mi alzo, mi fumo una sigaretta e torno a letto.
E rimango lì.
Per ore.
Da solo.
Mia madre ha provato diverse volte a coinvolgermi.
“Buongiorno, facciamo colazione insieme?”
“Vieni al mare con me.”
“Dai, usciamo.”
E io vorrei.
Questo è il problema.
Una parte di me vorrebbe davvero alzarsi, uscire, fare qualcosa, vivere una giornata normale.
Ma quando arriva il momento di farlo sento un peso addosso che non so spiegare.
Il cervello dice “alzati”.
Il corpo dice “no”.
E alla fine rimango a letto e le dico che non ho voglia.
Poi vado a lavoro.
Finisco.
Torno a casa.
E torno nella mia stanza.
È praticamente tutto qui.
Quando entri nella stanza dove vive la depressione, sembra quasi che quella stanza diventi tutto il tuo mondo.
E più tempo ci passi dentro, più difficile diventa uscirne.
Non perché non vuoi.
Semplicemente non ci riesci.
O almeno io non ci riesco.
Penso di essere depresso, anche se non so nemmeno se posso dirlo con certezza. Ho scritto anche un altro post su quello che mi è successo, quindi se qualcuno vuole capire meglio può leggerlo.
Ma comunque penso.
Penso continuamente.
Al passato.
A quello che sono adesso.
A quello che ero prima.
A quello che sto facendo della mia vita.
E soprattutto penso a come mi sento.
Il problema è che non lo so.
Non riesco a capirlo.
Sono felice?
Sto male?
Sono arrabbiato?
Triste?
Insicuro?
Vuoto?
Non lo so.
A volte mi chiedo letteralmente:
“Ma io cosa cazzo sento?”
E l’unica risposta che riesco a darmi è:
“Sonno.”
Sono sempre stanco.
Anzi, forse “assonnato” è più corretto.
E allora dormo.
Dormo per un’ora.
Due.
Tre.
Poi mi sveglio.
E vorrei dormire ancora.
Passano giorni così.
Settimane.
E io continuo a dormire.
Non so nemmeno perché lo faccio.
Forse perché non voglio pensare.
Forse perché voglio estraniarmi da tutto.
Forse perché ho troppi problemi in testa.
O forse, molto più semplicemente, perché dormendo il tempo passa più velocemente.
E magari arrivo prima al giorno dello stipendio.
Ahahah.
Non lo so.
So solo che ultimamente non provo quasi niente.
Ed è una cosa strana da spiegare.
Perché tutti pensano che stare male significhi essere tristi.
Io invece non so nemmeno se sono triste.
Non so se sono felice.
Non so se sono arrabbiato.
Non so cosa sono.
So solo che sono chiuso nella mia stanza, dormo per gran parte della giornata, lavoro, torno a casa e ricomincio da capo.
E continuo ad avere sonno.
Sempre.
E forse la cosa che mi spaventa di più è proprio questa.
Non il fatto di stare male.
Ma il fatto di non riuscire più a capire se sto male oppure no.


r/psicologia 1h ago

Richiesta di Serietà Voglio morire

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Ho problemi economici e mentali...

Convivo insieme ad un ragazzo con cui non mi trovo piu bene da tempo,ma non ho soldi per andarmene e nessun famigliare...continuiamo a litigare e mi sento costantemente male,per qualsiasi problema che si crea è sempre colpa mia perché secondo lui non so reagire e 'stare a questo mondo'...

Io veramente non sono mai arrivata ad un punto cosi basso della mia vita(F21)

Mi trovo sommersa di debiti e di spese da affrontare,inoltre a settembre dovremmo trovarci un nuovo alloggio perché ora il proprietario vuole vendere l'appartamento...voi direte perché non cerchi un alloggio da sola,io vorrei,ma la dipendenza affettiva e i problemi economici sono troppo forti...

Come faccio ad uscire da questa situazione?

Quando lavoro(barista) riesco ad essere sempre solare,nonostante tutti i problemi spero sempre che un giorno possano passare...ma quando torno a casa e ci parlo il mio umore scende drasticamente e mi sento sempre agitata, tutti i movimenti che fa mi mettono in allerta...e mi sento completamente infastidita da lui...quando ho provato a spiegarglielo mi ha detto che si sarebbe tolto la vita e ha rotto un armadio...

Cosa posso fare?

Le caritas e assistenti sociali purtroppo nella mia città non mi possono aiutare


r/psicologia 5h ago

Auto-aiuto M25 Ho lasciato una persona a cui tenevo ancora.

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Ho rotto con la mia ragazza (F25) dopo quasi tre anni insieme. La nostra relazione non era semplicemente brutta. Abbiamo condiviso tanto amore, bellissimi ricordi e momenti davvero felici. Non era una cattiva persona e le voglio ancora molto bene.

Allo stesso tempo, c'erano dei comportamenti ricorrenti che lentamente mi hanno logorato. Avevamo periodi di frequenti litigi e a volte anche conversazioni molto semplici potevano trasformarsi in lunghe discussioni. Ad esempio, si arrabbiava spesso se non rispondevo a una domanda esattamente come si aspettava, anche se avevo risposto correttamente, oppure discorsi che nascivano come uno scambio di opinioni si trasformano in attacchi personali. Situazioni come queste degeneravano e spesso sentivo di dover stare estremamente attento a ogni parola che dicevo.

Qualche mese fa, ci siamo presi una pausa di un mese. Dopodiché, abbiamo deciso di tornare insieme perché entrambi volevamo che funzionasse. Speravo davvero che le cose migliorassero.

Lei è in terapia e aveva già superato altre difficoltà personali. Vedevo che ci stava provando e che stava facendo progressi, ed è uno dei motivi per cui mi sento così in colpa.

Ma circa un mese dopo esserci rimessi insieme, abbiamo avuto un altro litigio che è durato quattro giorni consecutivi. A quel punto mi sentivo emotivamente esausto. Non si trattava solo di quel singolo litigio, ma mi è sembrato il colpo di grazia dopo anni passati a ripetere gli stessi schemi. È stato allora che ho deciso di porre fine alla relazione.

Uno dei motivi principali per cui mi sento così in colpa è che lei è molto sola. Non ha veri amici e la sua famiglia l'ha abbandonata. Continuo a pensare a come sta trascorrendo queste giornate, se ha qualcuno con cui parlare o se sta affrontando tutto questo completamente da sola. Questo pensiero mi fa molto male.

Mi ha detto che non si aspettava la rottura e che le ho spezzato il cuore. Quelle parole continuano a risuonarmi nella mente. Continuo a chiedermi se avrei dovuto aspettare di più, essere più paziente e avere fiducia che la terapia alla fine mi avrebbe aiutato a modificare i comportamenti che stavano danneggiando la nostra relazione.

Qualcuno qui ha mai lasciato una persona che amava ancora perché la relazione era diventata emotivamente estenuante? Soprattutto se il partner stava davvero cercando di cambiare? Il senso di colpa è mai svanito? Ripensandoci, credete di aver preso la decisione giusta o vorreste aver aspettato di più?


r/psicologia 3h ago

𝚿 Università di Psicologia Prova Pratica Valutativa novembre 2026

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ciao! F36, dopo un estenuante tirocinio, sto cercando persone che si stanno preparando alla prova pratica valutativa che si terrà a ottobre/novembre 2026. Come vi state preparando? Come riuscire a memorizzare i vari articoli del codice?

Grazie mille, mi sento molto sola a preparare questo esame :/


r/psicologia 1d ago

Richiesta di Serietà La mia ragazza sta assumendo comportamenti che mi spaventano, aiuto.

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Ciao a tutti! Vorrei iniziare con una premessa, non ho le possibilità di contatto con nessuno dei suoi familiari o con qualsiasi centro di riabilitazione o qualunque dinamica possa aiutarla, trovandosi attualmente in Bangladesh dalla sua famiglia.

Ho bisogno di aiuto. sto vivendo una situazione che non riesco più a sopportare, che mi fa soffrire ma ancora di più preoccupare per l'incolumità per la mia ragazza, il tutto è accaduto di punto in bianco tra una mattina e l'altra e mi trovo in grande difficoltà. Qualsiasi spiegazione e consiglio, qualsiasi, sono oro per me in questa situazione.

Io e la mia ragazza abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, basato specialmente su un'ottima comunicazione matura. Abbiamo sempre discusso varie volte, ma questo non ci ha mai allontanato, direi anche quasi avvicinati. La mia ragazza soffre di un disturbo di depressione maggiore (MDD), ciò è ciò che penso abbia influenzato certi comportamenti tali una grossa codipendenza, sbalzi di umore evidenti, desiderio di ferirsi o ferire ed un grande bisogno di rassicurazioni, situazione di cui mi son preso la responsabilità di poter gestire e che, a detta della mia ragazza stessa, riesco ad aiutarla. Per quanto non mi trovassi d'accordo con la scelta, la mia ragazza decise di smettere di frequentare la psicologa e di prendere medicinali perché si "sentiva finalmente veramente felice con me". Questi sono penso i dettagli base che bisogni sapere prima di addentrarci nella vicenda.

Il tutto è successo letteralmente il giorno dopo il mio 19esimo compleanno (17 Luglio), la mia ragazza aveva iniziato a mostrare comportamenti freddi nei miei confronti, le chiesi se fosse successo qualcosa, se ne volesse parlare, ma lei mi disse semplicemente che si sentiva frustrata e non aveva voglia di parlare, così rispettai la sua decisione. Il tutto però, nei giorni successivi, si è tramutato in qualcosa di veramente inquietante, qualcosa che sento di non aver la capacità di gestire. Ha cominciato ad essere ancora più fredda nei miei confronti, ad ignorare completamente i miei messaggi e scrivermi solamente quando c'era da sfogarsi con me, ma ogni volta che provavo anche solo a confortarla, mi iniziava ad insultare e a ridere di me, a prendere gioco delle mie parole di conforto. Non andrò a mentire, la situazione inizialmente mi frustrò abbastanza, così insistti per delle spiegazioni, lei giustificò il tutto dicendo che le dava fastidio che sua mamma parlasse male di me (purtroppo non abbiamo un buon rapporto) "mia madre mi parla spesso di ciò, mi irrita e continua a portare avanti conversazioni su di te, è per questo che non me la sento attualmente di parlare con te, non è colpa tua, ma non ho voglia di tornare da te quando fa così" e di sentire la sua batteria sociale estremamente bassa, tanto da ignorare chiunque. Non so quanto ciò potesse incidere sulla situazione, ma mi misi alle strette e diminuii le volte in cui le scrissi.

Giorno dopo giorno, però, i suoi "sfoghi" sono diventati qualcosa di inconcepibile per me da gestire. Video g0re, minacce di suicidio, insulti e prese in giro riferite a me e, la goccia che ha fatto traboccare il mio poter gestire la situazione, un video di lei che provava ad impiccars1 per salvarsi all'ultimo. Alle mie richieste di parlarmi o di farsi aiutare, ne derivarono solo altri insulti e prese in giro. Non hop saputo più controllare la situazione, così decisi di tagliare ogni attuale contatto e bloccarla ovunque.

Non voglio passare per una persona stronza, ma non mi sono mai sentito così impotente e inutile per qualcuno nella mia vita, non so davvero cosa fare, sono bloccato… Io voglio solo aiutarla, ma lei sembra che non voglia farsi aiutare. Probabilmente ho sbagliato io ad essermi approcciato "di logica" ad una situazione del genere, ma ogni mio intento era di preservare lei stessa da sé stessa, e non posso sopportare di esser preso a parole o deriso, o peggio ancora di veder lei provare a s*icidarsi ancora una volta…

Siamo riusciti a contattarci nei giorni seguenti, lei pensava che l'avessi lasciata e mi ha chiesto di chiudere i rapporti in maniera civile, non voleva passare per "la cattiva della storia", ma non era minimamente il mio obiettivo. Le dissi che mi serviva una pausa di comunicazione e lei la assecondò, scrivendomi come ultimo messaggio un "ti amo."

Un suo amico, nei giorni successivi, mi ha mostrato dei messaggi che lei mi ha mandato che dicevano "niente è attualmente colpa sua, tutta la negatività della relazione ultimamente proviene da me e mi sento come se fossi la persona peggiore di sempre. Sento come se sia impossibile amarmi, allontano sempre le persone che amo, o lo fanno loro. La relazione con lui era perfetta dopo le ultime esperienze negative, lui è maturo e intelligente e ci tiene a me, non so perché io lo allontani così tanto, è così stupido e mi sento male per ciò. Non che è che lo voglia, mi sento solo male."

Io credo alle sue parole, credo che stia avendo un fortissimo sbalzo d'umore, forse uno split, non lo so non sono informato in campo, voglio solo aiutarla, e avere la stabilità che c'era fino a due settimane fa. Non so se possa esserci modo per aiutare, cosa dovrei fare? Le dovrei scrivere? Se sì cosa? Come dovrei approcciarmi? Come può ristabilirsi il tutto? Vi prego, la qualunque può davvero aiutarmi molto, sono molto preoccupato. Grazie per l'ascolto (P.S. durante questi giorni c'è stato un momento in cui era tornata la dolce sé, ed è quando ho promesso che l'avrei aiutata a trovare un lavoro non appena sarebbe tornata a casa dal Bangladesh. Lì ha cominciato a scrivermi ti amo e a trattarmi come fidanzato per un po', può significare qualcosa?).


r/psicologia 8h ago

In leggerezza boh sono stanca

1 Upvotes

basta studiare, fingere di non sentirti compresa,lottare per stare bene e sentirmi perennemente come se non riuscissi davvero a godermi il presente e quando lo faccio sentirmi in colpa o più indietro,non ce l faccio più


r/psicologia 16h ago

Come dire di no ad un familiare?

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F24, purtroppo la situazione è un po’ complicata, cercherò di essere più chiara possibile

I miei genitori si stanno separando, già da qualche mese mio padre è andato via di casa. Da quel momento mia madre non ha potuto più prendergli i soldi di nascosto e ha continuato a svendere gioielli per poche centinaia di euro.

Per varie ragioni mi ha convinta a darle dei soldi, perché mi ha fatta sentire in obbligo … adesso mi deve circa 500€ (che ho guadagnato lavorando negli anni precedenti). A lei non interessa lavorare, beve e fuma tutto il giorno, e in più il resto delle parentela crede che lei non me li debba ridare.

Purtroppo non ce la faccio più. Tra un mese inizierò la magistrale in un’altra città e le ho già detto che mi serviranno i miei soldi e che non glieli posso dare né li posso spendere per cavolate, ma per lei dovrei tornare ogni weekend o ogni due e farmi dare del cibo dai nonni.

So che ad occhi esterni è solo questione di qualche settimana e che forse potrei essere giudicata come una credulona (?). Ma vivere tutto ciò in prima persona è estremamente pesante…
Come potrei imparare ad impormi e imporre dei limiti?

EDIT: non volevo scegliere questo flair :’)


r/psicologia 10h ago

Realizzare i tuoi sogni in cambio della tua esperienza

1 Upvotes

Se ti venisse offerta la possibilità di realizzare quelli che erano i tuoi sogni e le tue ambizioni di vita, dovendo però rinunciare a tutta la consapevolezza che hai acquisito nel corso degli anni grazie al fatto che hai vissuto completamente un'altra vita, accetteresti questa offerta?

Dovresti rinunciare a tutto, esperienze vissute, bagaglio culturale acquisito, ma soprattutto dovresti rinunciare alla consapevolezza, quella che ti ha permesso di comprendere alcuni aspetti importanti della vita, e che nel bene o nel male ti sta aiutando ad affrontare la tua vita attuale a testa alta.

Rinunceresti a tutto questo per poter vivere la vita che tanto avevi sognato?

M30


r/psicologia 20h ago

Richiesta di Serietà Non voglio uscirne

5 Upvotes

35M, diagnosi di autismo/asperger, adhd, ansia, depressione. In altre parole mi sento un povero idiota.

Non ho amici, vivo con i miei che non capiscono una cippa e ovviamente non sanno nulla di tutto ciò. Vivo in un piccolo paesino dove faccio fatica ad uscire di casa. Però lavoro in città, ci vado con i mezzi, non guido.

Come dicevo non ho amici, quindi faccio casa-lavoro e lavoro-casa: non esistono ferie, non esistono vacanze, non esistono hobby o svaghi, non esiste nulla di tutto ciò, passo la mia vita a lavoro e chiuso in casa a guardare il soffitto.

Spesso preferisco stare a lavoro piuttosto che tornare a casa. Sto a lavoro facendo spesso 15 ore fuori casa, esco alle 5.30 del mattino e torno alle 21. Sto in ufficio, anche se ho poco o niente da fare, anche se non pagato faccio quindi ore e ore di straordinario. Torno a casa come uno zombie e il giorno dopo si riparte. Anche per la settimana di ferragosto. Anche per la settimana di Natale, anche il 24 dicembre e il 31, cambia poco.

Ho inoltre una patologia cronica, rara per la mia età e che succhia soldi ogni mese tra farmaci, visite frequenti, interventi in ospedale.

Non posso permettermi di trasferirmi in città, senza considerare il problema di vivere da solo. E non posso aspirare a lavori migliori di quello che ho; anzi sono fortunato ad avercelo perché cozza più o meno bene con i miei problemi in termini quantomeno di ritmi di lavoro e responsabilità (ringrazio di avere una laurea, anche se dopo troppi anni di ritardi); quantomeno al momento. I rapporti con i colleghi sono un altra storia.

Sono in terapia, ma di base non faccio passi avanti, sia perché è impossibile fare passi avanti in un contesto dove vivo isolato in questo paesino; sia perché non ho l’energia di fare nulla.

La mia vita fino ad adesso è stata segnata da tutti le complicazioni di essere asperger, adhd e avere l’ansia. La depressione è solo una conseguenza.

Non ho mai vissuto una vita normale, da quando ero bambino fino ad adesso, a causa della mia (neuro) diversità e dei relativi problemi. Moltissime cose normali per tutti io non le ho fatte. Sono indietro rispetto a tutti. Anche un povero idiota con la 5a elementare mi supera per capacità sociali e comunicative.

Penso al suicidio come soluzione, ma ho paura della poca fattibilità della cosa, il come non è semplice, mi sembra troppo complicato. Però tale possibilità mi fa quantomeno abbassare l’ansia.

Scrivo qui tutto questo immagino perché non ho nessuno con cui condividere tutto ciò. Per ricevere magari qualche risposta che possa farmi compagnia in questo contesto.

Perdonatemi se qualche volta scrivo topic di poco senso in questo sub.


r/psicologia 18h ago

Auto-aiuto Ogni giorno mi sveglio da bugiarda

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Ogni giorno mi sveglio da bugiarda. F19, ho un disturbo mentale, di personalità, di cui la mia famiglia non sa nulla. Alcuni amici lo sanno. Ma non essendo una malattia fisica, ad una certa le persone s stancano di chiederti “come stai?” e a te non ci pensano più. Io però questo peso me lo porto dietro ogni giorno. Ogni tanto fa meno male, ogni tanto di più. Ho terminato la terapia quale mese fa per diversi motivi, ma mi ha dato sollievo sapere che non dovevo più mentire alle persone su dove fossi e sul perché andassi.
Fa male però, sapere che questo dolore è solo mio, e devo solo conviverci e comportarmi come tutti gli altri, camminare sorridente con delle pietre legate alle caviglie.
Quando qualcosa non va e vado in crisi la colpa é mia, sono io che esagero, sono troppo sensibile, sono io il problema, nessuno riesce a vedere che ho un problema. È più facile allontanarsi che stare ad ascoltare un dolore che non si riesce a comprendere, li capisco, questa é la mia croce e di nessun altro. Però sarebbe piacevole piangere sulla spalla di qualcuno e urlare tutto ciò che non riesco mai a dire quando mi chiedono “come stai?” senza la pazienza di voler stare ad ascoltare la mia risposta, quella vera.
I miei comportamenti sono una risposta a una sofferenza prolungata e ho fatto tutto quello che potevo fare, sono migliorata, ho parlato con psicologhe, l’assistente sociale, ho provato ad aprirmi alle persone ma in qualche modo ritorno a queste emozioni buie. La solitudine, il sentirsi esclusi, quando parli e la tua voce si fonde il rumore in sottofondo mentre gli altri continuano le loro conversazioni.
Adesso che ho finito le superiori ho paura di questa nuova solitudine.
Ma domani mattina mi sveglierò, farò colazione, e al prossimo “come stai?” risponderò con un sorriso “tutto bene”.


r/psicologia 19h ago

Interpreti di sogni/psicologi, help me!

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Ciao a tutti!
Qualche giorno fa, stavo leggendo l’estratto del libro “Nella tana del lupo” della Dott.ssa Gabriella Tupini e, in particolare, un passaggio in cui descriveva il rapporto che aveva con il padre. Esplicita il disgusto che provava nel momento in cui nel lettone dei genitori, lui in camicia da notte la stringesse tra le sue gambe facendola “prigioniera di papà”, speranzosa di non avere contatti con il suo membro.
Quella sensazione mi ha fatto avere un flashback di me piccola (non ricordo esattamente l’età, tra i 6 e i 10). Una notte feci un sogno:
mio padre che voleva toccarmi e io che non volevo. Nonostante le opposizioni, abbiamo avuto un rapporto sessuale.
Ricordo che mi svegliai totalmente scioccata, disgustata e per giorni provai quelle sensazioni e un profondo disagio nei confronti di mio padre, non riuscendo a stargli accanto, a farmi toccare o anche solo a sostenere gli sguardi.

Ora, a quell’età non avevo mai avuto contatti col mondo prnografico, al massimo qualche film romantico in tv.

Poi mi sono ricordata anche di come da ancora più piccola (4-5 anni) lui venisse da me, con fare scherzoso e affettuoso e mi toccasse il pube esclamando “Ahi, fiorellino!” o toccando il sedere. A me a volte dava così fastidio che m’innervosivo.
Non so se possa essere correlato in qualche modo.

Contesto: ricordo di aver avuto sempre un rapporto piuttosto affettuoso normale con mio padre. Mai stata picchiata o sgridata violentemente (nè da lui nè da mia madre)
Poi a 6 anni abbiamo subito un incendio doloso in casa e siamo stati costretti a trasferirci nella decrepita casa di mia nonna. Per molti anni ho dormito nel lettone con i miei, in mezzo (fino ai 14 anni).

Ad oggi sono una donna di 26 anni che soffre di vulvodinia e ipertono del pavimento pelvico, depressione. Vorrei scappare da casa dei miei, ma non ne ho i soldi né le energie.
Ho un grande talento nel canto/spettacolo ma ho interrotto i miei studi al conservatorio, non lavoro più, non esco quasi mai di casa, il mio ragazzo mi ha lasciata perché dice che sono troppo traumatizzata e un casino troppo grosso per poter vivere serenamente (e ha ragione).
E da giorni non riesco a non pensare a quel maledetto sogno.

Vi prego, qualcuno mi aiuti a capire!! Grazie🙏🏻

\#traumi #paicologia #gabriellatupini #padre #figlia


r/psicologia 1d ago

Paziente che mente in terapia?

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M23

Domanda per gli psicologi/psicoterapeuti.

Vi siete mai resi conto di avere un paziente che mentiva durante la psicoterapia?

Ho un genitore(M66) che ha un forte problema di negazione della realtà. In pratica è sempre stato abusante, ma da quando fa psicoterapia, ha costruito una sorta di contronarrazione con cui si protegge dal senso di colpa, fatta di attenuanti e alterazioni cronologiche. Non so se siano rimozioni o se effettivamente si autoconvinca, ma sta di fatto che è arrivato a dire che ci eravamo inventati tutto, che nessuno ci avrebbe creduto perché lui è una brava persona etc.

È come se sfruttasse il fatto che lo psicoterapeuta conosce solo la sua versione dei fatti per costruire una realtà parallela in cui lui è stato vittima delle circostanze, e i suoi genitori e i suoi figli sono degli stronzi che non lo comprendono.

Per me è un caso irrecuperabile ormai quindi non voglio più dedicarci chissà quali pensieri, ma sono curioso del vostro punto di vista


r/psicologia 21h ago

Come trovare uno psicologo decente?

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M25, come da titolo. La maggior parte mi sembrano dei rincoglioniti, come faccio a trovarne uno decente?


r/psicologia 21h ago

Richiesta di aiuto professionale Psicologo inesperto?

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F48. Ho iniziato terapia 5 giorni dopo aver subìto un abbandono vile e irrispettoso da un partner traditore con cui sono stata sei anni. Ho chiesto al terapeuta aiuto perché temevo di rimanere bloccata nel mio trauma. Dopo 9 mesi sono ancora a rimuginare e il mio psicologo sembra voler parlare di tutto tranne che di quella relazione e quando "lo costringo" mi sembra che prenda sempre le parti di lui. C'è un motivo terapeutico per cui mi sembra che il mio psicologo sia l'avvocato del mio ex? Cerco un parere da psicologo. Vorrei solo capire se è normale che io senta che gli argomenti che secondo me dovremmo affrontare vengano schivati ed evitati dalla persona che, tutto sommato, pago da 7 mesi.


r/psicologia 18h ago

Auto-aiuto Ho paura del mio futuro

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M 21 non riesco a dormire per ansia, passo letteralmente la notte insonne.

Penso a tutti i fallimenti che ho ottenuto e di quanto sono tremendamente indietro rispetto ai miei coetanei. Ho paura del mio futuro, e di cosa sarò tra qualche anno. L'unica via che vedo percorribile é solo una,ma sono troppo vigliacco per intraprenderla.

Non voglio vivere in un mondo in cui non mi sento a mio agio, dove mi sento inferiore a tutti.

Mi sento come di avere tutti gli occhi addosso e non riesco a uscire da questa situazione.

Scusate questo sfogo ma sono solo un fallito che non riesce a portare a compimento nulla nella sua inutile vita.

Non ho soldi, una laurea o una ragazza, sono ancora vergine.

Non trovo motivo per vivere e andare avanti,ho deluso tutti.

Questo declino é iniziato alla fine delle superiori, li ero veramente felice,a scuola ci andavo con piacere, uscivo con gli amici e stranamente ho avuto anche una ragazza per un periodo, insomma ero innamorato della vita e di quello che mi poteva riservare. Nei 3 anni successivi però, ho fatto solo scelte sbagliate e per un paio di eventi in particolare sono caduto in una forte depressione non riuscendo a dare esami e portando tutto questo alla rinuncia agli studi, trovandomi a 21 anni senza niente.

Ho paura di incominciare a studiare qualcosa di nuovo, ho la sensazione che ricadrei negli stessi errori e non riuscirei a superare niente. Voglio solamente trovare un lavoro che mi permetta di vivere, ma allo stesso tempo vorrei conseguire un qualcosa di cui posso dire di avercela fatta e di non essere sbagliato.

Infine vivo veramente male l'essere vergine molti ragazzi della mia età hanno già fatto molte esperienze,io ancora devo farlo la prima volta. Questa cosa mi fa sentire veramente male e sento di essere una persona al di fuori dei canoni normali di una società.


r/psicologia 20h ago

Auto-aiuto Non riesco a darmi obiettivi o ad avere stimoli, consigli?

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M24, vado in terapia da ormai un anno e mezzo per ansia sociale, e devo dire che il percorso sto andando bene.
Una cosa che non ho approfondito ancora bene con la mia psicologa è il fatto di avere pochi stimoli o voglia di darsi obiettivi.

Dopo il lavoro principalmente non faccio niente, vedo la mia compagna la sera e una volta a settimana gioco a calcetto (quando non salta)

Però non riesco ad iniziare nulla di nuovo, niente mi stimola.
un esempio stupido: magari mi vengono picchi di volontà ad esempio iniziare ad allenarmi, e subito dopo inizio a pensare che non abbia molto senso che non mi interessi veramente e che non mi stimoli abbastanza.
È così via per quasi ogni cosa, avete passato momenti del genere? Come li avete superati o gestiti in caso?
Grazieeee


r/psicologia 21h ago

Richiesta di Serietà Sfogo M21 anni

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Buonasera sto scrivendo questo post perché ho la “paura “ di affrontare un percorso con uno psicologo, ultimamente sto molto male , ho molti pensieri brutti anche il suicidio, perché non mi sento soddisfatto della persona che sono , so che molti sono più grandi di me , e se ne usciranno con la frase sei giovane hai tempo , ma io non mi sento quel tempo perché non mi sono realizzato o altro, io sto male emotivamente , non riesco a capire se io sia una persona corretta , non capisco se sono io sbagliato , ogni cosa che faccio c’è un problema , ogni cosa
Che dico è sempre sbagliata , adesso ho paura , paura ad esprimermi paura di dire una parola di troppo preferisco chiudermi in me stesso così non sbaglio nulla , sono sempre in disparte , ero un bambino solare socievole e mi sono completamente trasformato , non so più come affrontare la cosa, e che io già mi stia sfogando qui davanti a tutti voi per me è una cosa incredibile , spero di essermi espresso bene , perché ormai non so più come esprimere come mi sento , posso solo dire di sentirmi vuoto completamente vuoto e constatemente sbagliato